Description:Uno spartito di polvere e di luce. Tra la lalangue lacaniana e la decostruzione derridiana. Lingua rizomatica. Lungo tagli e spaziature, echi tra parentesi, enjambement a strapiombo. E scavi nell’assenza, abbracci e reliquie di polvere. Il «dissenso, di / senso che s’apre». Nel suo sdoppiarsi e moltiplicarsi. Dove altro si fa oltranza: «(un crinale)», «nel varco, nel– / l’oltre». Sul crepaccio della vita e della parola. Ed è una parola che danza sul vuoto, nel «gioco d’ali / imprevedibile» degli acrobati. O delle «farfalle / sul nero degli steli». Simili alla farfalla disegnata a Terezin, scelta a icona della ‘Dimora’ di un tempo, qui, realmente sospeso. O affini a quelle in volo nelle delocazioni in ‘cenere di luce’ di C. Parmiggiani. Sono «creature // d’aria», «non udibili // presenze», «nell’oro / della cenere», in «(un abbraccio) di polvere». Una polvere che, proprio nel dissolvere ogni cosa, genera presenze, motivi di vita. E di parola. Tutto è connesso: morte e vita, visibile e invisibile, dicibile e indicibile. Mentre la polvere vi distende le sue ali. E tutto quanto – tensioni epocali, questioni ontologiche, riferimenti letterari – resta racchiuso, coperto dal suo velo. In una dimora senza luogo e senza tempo. Dentro un residuo di senso, una musica quasi impalpabile. Nella densità di un pensiero poetico che, nel consumarsi, distilla l’essenza. Come nelle installazioni di A. Kiefer, dedicate ad A. Emo: ‘Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce’. Una luce custodita dalla polvere, nella mortalità dei corpi, nel franare delle cose. E dalla cenere, memoria del fuoco rimasta impressa nei residui e nelle scorie. Una delocazione di parola e cosa, di pensiero e visione, che nella polvere, nella diminuzione, nel resto trova la nascita verso la luce. Nel suo moltiplicarsi di senso, tra il «fineluce» e il «contro-luce». La partitura della polvere di Francesco Marotta, nel suo ‘tempo sospeso’, musica una tensione altissima verso l’origine, l’inudibile, l’inconosciuto. A cui avvicinarsi come nelle immagini fotografiche a «pupille spente» di E. Bavčar. Al quale è rivolta un’interrogazione che appare la domanda di senso dell’intera opera, nella sua messa in polvere del visibile, per una visione altra, una lingua altra: «quale / altra luce, quale altro nome sai / che il giorno non conosce?».Laura CacciaWe have made it easy for you to find a PDF Ebooks without any digging. And by having access to our ebooks online or by storing it on your computer, you have convenient answers with Polvere. To get started finding Polvere, you are right to find our website which has a comprehensive collection of manuals listed. Our library is the biggest of these that have literally hundreds of thousands of different products represented.
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